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lunedì, 16 novembre 2009

Nori me tangere

La scorsa settimana mi sono imbattuto nel podcast di Radio Feltrinelli ed ho scaricato gratuitamente tutte le lezioni di “Scuola elementare di scrittura emiliana” di Paolo Nori.pianura nebbiosa

Paolo Nori e’ uno scrittore che inizia a scrivere e si perde dopo la prima curva.

Poi alla fine, (ma in realta’ non sempre c’e’ una fine), si arriva da qualche parte. Spesso non e’ una grande conclusione tanto, che quello che ti voleva dire te l’ha gia’ detto cammin facendo.

Quando finiscono i racconti che legge Paolo Nori, uno rimane un po’ piacevolmente sorpreso e un po’ si sente come se l’avessero fregato.

La sensazione e’ la stessa di quella che provavo all’uscita della scuola elementare in estate quando arrivava il gelataio con 3ruote (nel senso del motoape) e 4 gusti di gelato.

Vedeva arrivare un ondata di bambini che gridavano ai 4 venti i 4 gusti. Un mio compagno pur sapendo che c’erano sempre i soliti 4 gusti si ostinava  chiedere cose tipo gelato al puffo o banana. Oggi infatti lavora per il sindacato.

Il poveruomo non riusciva a stare dietro a tutti noi e allora si difendeva mettendo  dei gusti di gelato a caso e poi veloce ti prendeva la banconota da 500 lire e ti dava un cono. A caso.

Ecco io, quando finisco di ascoltare le cose che scrive Paolo Nori, mi sento un po’ come in quei momenti: che a volte beccavo il gelato che volevo mentre altre volte mi beccavo limone e cioccolato. Se capite cosa intendo.

 

Paolo Nori seguendo i fili dei pensieri che vanno via, senza filtro, come ghirigori di fumo. Almeno credo. che io non fumo, ne’ col filtro ne senza filtro, ma insomma l’avete capito....e allora io, mi sono ascoltato il corso di scrittura emiliana che a volte mi piaceva e a volte avrei preferirto piuttosto imparare a tirare la sfoglia.

Allora ho pensato che voi in Emilia state sempre li’ a ponderare sul quotidiano. Ma cosi’ in maniera un po’ approssimata, anche grammaticalmente, tanto son sempre e solo due chiacchiere tra amici, che tanto qua sia tutti Emiliani (tranne i Romagnoli) e giu’ che ti sversano il vino.

E la nebbia? e’ piu’ un velo dietro cui immaginare. E la pianura? e’ una opportunita’ di tela in cui sviluppare storie puntellate da rotoballe.

 

Ora io quando penso alla Sicilia, non vedo mai niente di sfumato.

I cDietro casa mia allolori sono forti e non c’e’ spazio per approssimazione. Io cerco, ma non vedo proprio lo spazio per fare un minimo di manovra per cambiare qualcosa la realta’, troppo netta, grida troppo.

Prendete i treni: in tutte le zone disagiate se proprio non c’e niente da fare si guardano I treni (Irvine Welsh et al.)

Belli i treni, il viaggio, i ferrovieri e l’anarchia.

Io i treni li ho guardati.

I treni, nella mia citta’ non viaggiano. Si fermano e guardano il mare.

Che davanti hanno il mare e li’, ferroviariamente parlando, finisce un continente.

I giovani, da noi, non sognano i treni. I treni al massimo sognano noi o il nostro mare, che infatti quando i treni hanno vissuto abbastanza li mandano da noi al mare, vengono da noi per sognare.....infatti’ a fine carriera i treni li mandano a morire qua che la stazione sembra un po’  un cimitero di elefanti.

Immaginate tanti treni verde o quelli piu’ vecchi marroni, e li vicino il mare azzurro. Colori vivaci, precisi, belli. Tutto molto inutile.

Io cosi’ me la ricordo la Sicilia.

Altro che confortevole nebbia e rotoballe varie.


postato da: Falloppio alle ore 15:25 | link | commenti (5)
categorie: roots
mercoledì, 04 novembre 2009

All along the watchtowerdonnini

Quando aprii la porta. Mi si presento’ una bellissima ragazza nera. Mi disse: “e’ dio che bussa alla tua porta”.

Io aspettavo un idraulico ma si sa che e’ piu’ facile trovare dio che un idraulico.

Feci entrare la dea (visto che cosi' s'era presentata).

Pensai, magari ora mi fa il miracolo; mi separa le terre dalle acque e risolviamo il problema della cucina allagata.

Inizio’ a parlare.

Aveva un bel sorriso. Ah il mio cuore vagabondo e avventuriero.

Vagabondo il cazzo- nella mia mente era apparsa la mia ragazza che con fare minaccioso aveva immediatamente trasformato il mio cuore vagabondo e avventuriero in un cuore stanziale da geometra del catasto.

 

Pero' avevo letto un suo messaggio per il mio compleanno, quella mattina.

Diceva: ”Passa una bellissima giornata(...)dedicala a tutte le cose che ti piacciono. Oggi e’ tutto per te”.

Il messaggio era chiaro.

Pray BOyAvrei potuto dedicarmi a tampinare i donnini. Ma dovevo sbrigarmi: avrei avuto solo 24 ore.

Io, materialista, illuminista e con cuore da geometra del catasto alle prese con le gomene e canapi a tirar su le vele dell'avventura.....insomma, nella confusione piu’ completa.

Annuivo. Ammiravo. Ecumenicamente comprendevo.

E la ragazza parlava. Il suo dio, i fratelli, le sue sorelle.

...io mi sarei anche accontentato di una cugina purche’ munita degli stessi occhi da antilope (cioe' tipo Bambi's eyes, ma piu' africani).

Continuava a parlare: ci teneva tanto a convincermi dell’esistenza di dio. Non c’era bisogno: una con il suo sorriso non poteva essere mica frutto del caso (que viva il creazionismo).

Lei parlava, parlava, parlava.

Non mi faceva parlare mai. Che tipetto. Nella mia fantasia avevamo gia’ litigato ma l’avevo perdonata e avevamo fatto pace quando si congedo’ lasciandomi una rivista.

Lessi il titolo.

The watchtower- la torre di guardia.

Attorno alla torre di guardia avevano discusso gia’ Robert Zimmerman e Jimi Hendrix.

Mi dissi: “Shomèr ma millailah?”.

Una parola antica che significa: “sentinella, a che punto e’ la notte? ma non e’ che a fuoria di stare tutti a parlare attorno alla torre di mantide-religiosaguardia, i buoi sono gia’ scappati”?

 

Mi sbrigai a finire le mie cose e ad uscire.

Che a parlare troppo di religione ci si perdeva a immaginare l’aldila' e ci si scordava di dovere vivere nell’aldiqua.

...la vita passava, ed io avevo un permesso di sole 24 ore per rendere il mio giorno degno di essere vissuto.

Uscii col chiaro intento di costruire il mio paradiso in terra.


postato da: Falloppio alle ore 11:03 | link | commenti (8)
categorie: peter pan, i dolori del giovane werme
venerdì, 30 ottobre 2009

Allegro con brio, adagio e adelante Pedro

 

Allegro con brio

Finalmente sono libero.

Liberta’-penso e grido- come fossi un Bravehearth crocifisso.onFire copy

A proposito di film guardo la mia videoteca.

Libero dal cellophane i dvd che avevo comprato con la mia ragazza, (io ne compravo sempre di belli pero’ poi alla sera, chissa’ com’e’, vedevamo sempre i suoi).

“4 matrimonio e un funerale”, “Orgoglio e Pregiudizio”.

Tutte cose su donnini e sposalizi.

Stai cercando di comunicarmi qualcosa- avevo chiesto.

Puo’ Darcy, m’aveva risposto. Poi aveva messo dentro il computer l’ennesimo film in costume con Keira Knight nella nebbiosa (ma mai abbastanza) campagna inglese.

Invece ora sono un uomo libero per un bel po’ di settimane.

Posso vedere i miei film e posso spaparanzarmi sul letto.

Voglio dormire come una stella marina: estendo i miei arti.

Estendo il mio universo che neanche Scorpio dei cavalieri dello zodiaco*

Invece per pulire casa non tendo un muscolo. Immobile. Inerte. Inerme. Come marmo, fermo.

Re del mio castello mi godo la mia pace: i nemici sono stati respinti e saro’ solo forse fino a Gennaio.

Mangio in maniera confusionaria, solo se avro’ fame; poi non avendo grossi carichi da lavare mettero’ nella lavatrice i colorati e i bianchi insieme salutando ogni cambio di colore come una benedizione del mio essere maschio libero.

* questo riferimento alto e’ garanzia di reimpossessamento delle mie facolta’ mentali.

 

2 settimane dopo: adagio

Ho visto un film sulla resistenza Bielorussia durante la guerra.

Poi di notte ho sognato deserti freddi.

Il letto e’ troppo grande e freddo per attraversarlo (anche solo a livello onirico) armato solo di una giraffa di peluches.

Poi ho sognato bombe e trincee....certamente le schifezze che mi sono cucinato non aiutano.

Che poi io a cucinare sarei anche bravino. Ma non mi so cucinare bene.

Ma che gusto c’e’ se non puoi cucinare per la persona che ami?

Cerchio alla testa, stanchezza sento che potrei prendermi un influenza, in realta’ so che staro’ bene: non ha senso prendersi una malattia se non si ha nessuno accanto da tediare.

...o forse sono solo questi boxer, un tempo bianchi, che Che Guevara in lavatrice ha unBEARabledipinto di rosa che affliggono la mia virilita’ destabilizzando il mio umore.

 

Adelante Pedro, con iujicio

Cavolo che complicato trovare l’equilibrio nei rapporti di coppia dei trentenni (31enni).

Gemma veniva con me all’asilo Paz di Vittorio Veneto aveva i capelli a caschetto ed un salopette blu come me.

Ricordo aveva un cucciolo di cane e il nostro problema piu’ grande, per i nostri 3 anni, era convincerlo a salire con noi sullo scivolo.

Crescere e’ una necessita’, le leggi della fisica si possono unificare ma la freccia del tempo e’ l’unica che non si puo’ invertire.

La freccia nel tempo che inesorabile indica sempre la stessa direzione: il culo di tutti noi che non vorremmo mai crescere.


postato da: Falloppio alle ore 14:21 | link | commenti (6)
categorie: peter pan
lunedì, 26 ottobre 2009

Alba a 4 corsie

Ovvero la fiducia non era mal riposta. Era nel cofano della macchina ma ora non c’ e’ piu’.

 

Lunedi’ mattina aspettavo che mi venissero a prendere per andare al lavoro.

Fuori era ancora notte.

Cardiff Bay 2Mi concentravo sulla mia colazione: guardare le facce delle persone scomparse sulle botiglie di latte mi metteva sempre di buon umore.

Quelle facce lunghe come foto segnaletiche con occhi tristi che imploravano aiuto mi scucivano sempre un sorriso.

Quelle foto erano state fatte prima che scomparissero e niente e nessuno mi toglieva dalla testa che ora si trovassero su una spiaggia assolata dell’America Latina ballando appiccicati una indigena che rideva felice, inconsapevole del fatto che da questo lato del mondo, il suo compagno-ballerino mi guardasse ammusonito chiedendomi di riportarlo qua nel buio e nel freddo.

 

Questo giro di pensieri m’aveva fatto fare tardi. Uscii fuori quando le prime luci di un alba rosa filtravano dalle nuvole per toccare gli alberi divenuti rossi (vedi le mie foto di quella mattina).

In fondo, pensai a parte il sonno arretrato di un week end strano (in cui alla mia veneranda eta’ m’ero ritrovato a bere su una spiaggia di Liverpool alle 3 di notte) le cose non andavano affatto male.

Scacciai i pensieri pesi e mi dissi che in fondo tutto andava bene.

Mi rimproverai: dovevo avere piu’ fiducia nel futuro.

In quel momento inizio’ a piovere.

 

Liverpool beachArrivai al lavoro, incontrai il grande Mogol (inteso come grande capo, non come paroliere di Battisti).

Mi disse che il suo capo sarebbe venuto dall’America per poche ore ed aveva deciso che io dovessi parlargli del mio progetto.

La cosa non mi fece piacere. Poi aggiunse: ”il tuo stipendio viene per meta’ dal governo inglese, per meta’ dll’America. Lui mette la firma sulla parte Statunitense”.

Ecco. Ora ero piu’ tranquillo.

Fino a 5 minuti prima ignoravo che il mo capo avesse perfino un capo.

Il concetto stesso del capo del capo del capo fa paura.

Chi sara’ sulla punta della piramide?- mi chiesi.

L’opus dei? I rettiliani? la mafia? Uno della lega o i nazisti dell’Illinois?

Mi rimproverai: in fondo dovevo avere piu’ fiducia nel futuro.

Magari c’e’ un entita’ buona che a tutto vede e provvede.

Fu allora che in Afghanistan annullarono le elezioni.

 

Martedi’ non trovai piu’ la macchina (ELISA).

Denuncio la scomparsa.

Mercoledi’ la polizia mi richiama. Dicono che l’hanno ritrovata e mi dicono dove il carro attrezzi l’ha portata.

Il cellulare prendeva male. Non ho capito se han detto che la macchina e’ stata effratta “broken into” o e’ stata distrutta “broken in two”.

La vado a riprendere.

E ± sana. Il carro atrezzista (che non e’ il ladro) mi chiede 150 quids per il rilascio. Io gli darei anche una manata di (qui, quae, quo, cuius, quibus etc.Cardiff bay).

Pago anche 75 quid per cambiare il finestrino spaccato.

La polizia mi chiede cosa manchi.

 

Manca lo stereo (pazienza). I CD dei Franz Ferdinand e dei Queen of the Stone Ages. (fa niente). Mi inalbero solo quando vedo che hanno lanciato con disprezzo sui vetri rotti, i CD dei CSI e di Guccini.

Ladri saprofiti, coprofiti, ignoranti.

Mi rimproveravo che devo avere piu’ fiducia nel futuro ora e’ provato che le nuove generazioni sono una manata di stronzi.

 

A sto giro mi urgeva ‘sto post.

Per diventare re c’e’ tempo. Ora il seminario al grande capo (al capone =) ha la priorita’. Stay tuned: ho 3-4 post da mettere presto.


postato da: Falloppio alle ore 10:08 | link | commenti (7)
categorie: inclassificabile, i dolori del giovane werme
martedì, 06 ottobre 2009

Il paese delle favole (con tanti gnomi e pochi nani malefici).

Il Galles e' un paese da fiaba: le case, fuori sembrano castelli e dentro sono di marzapane.

Qui attorno si sono scritte storie favolose, per esempio Alice nel paese delle meraviglie.

La cosa non mi stupisce, perche’ l’altro giorno ho visto passare davanti alla mia macchinetta Elisa una creature cosi’ incomune, alla latitudine sicule: un coniglio tutto bianco.

Dalle mie parti il bianconiglio e’ sempre stato un animale mitologico.

A volte se ne sente parlare ma esso non incrocia mai spontaneamente  la tua strada (tranne nell’accezione “coniglio con le patate a forno” ).

Qui, invece, m’ha attraversato la strada correndo veloce fino alla fine del mondo.

Anzi, quasi fino alla fine della Mondeo che gli ha fatto la Fiesta.

Un paese da favola, il Galles, pieno di creature magiche.....certo se smettessero di dare le indicazioni stradali in Elfico potrei arrivare a casa prima anziche’ perdermi per tutto il Morgannwg.

L’altra volta mi trovavo per esempio a Llandaff , dopo Llanedeyrn e Llanishen, ma molto prima di Llanrumney.

Non sapendo piu’ dove Llandare ho chiesto aiuto ad un buonuomo perfidalbionico-autoctono.

Lui mi ha detto di andare dritto fino al drago nero, poi voltare al drago innocuo (armless dragon) e infine continuare dritto fino alle corone e rose, vicino al braccio del re.

Sinceramente, m’e’ sembrata una strada impervia e pericolosa (che la mia mamma m’ha ditto di stare attento ai draghi). Oggi ho scoperto che qua usane le public houses (per gli amici pub) per dare indicazioni stradali.

Poi ho trovato una chiesa, dove m’hanno prelevato del sangue come donatore e nella cui libreria ho comprato un bel libro fotografico sui Clash.

Ho l’impressione che qui le chiese siano un po’ meno luogo di culto che da noi.

O sara’ che era una chiesa riformata...ma non so ancora cosa significhi di preciso.

La mia ragazza dice che forse significa che non ha passato la visita per il servizio militare. Sara’....

La prossima settimana sono a Liverpool per un corso che si tiene in un castello.

Non vi posso dire di cosa si tratta, ma vi posso dire che ho sempre voluto diventare re (jus primae noctis  compreso). Per cui, non perdetevi il prossimo post.


postato da: Falloppio alle ore 14:46 | link | commenti (11)
categorie: lemuele gulliver
martedì, 29 settembre 2009

Non sono schiattato in una rotonda.

La macchinina ha fatto le sue prime 1000 miglia senza problemi....

Invece ho problemi con internet: sti geni perfidalbionici hanno installato la mia linea telefonica dal mio vicino...cosi' ora lui ha due linee telefoniche ed io mando segnali di fumo dalla testa.

Pazientate....


postato da: Falloppio alle ore 16:51 | link | commenti (4)
categorie: inclassificabile
lunedì, 14 settembre 2009

Fiesta! il sole sorgerà ancora.
Risolto il problema del lavoro e dell'alloggio, rimane quello del mezzo di locomozione.
Vado a provare una macchinina.
Mi siedo e siccome sono intelligente noto subito delle differenze.
Per esempio, non c'è il volante. Mi alzo e prendo posto dal lato destro della macchina.
La macchina è piccolina ma bella. Mi sento pronto a provarla su strada, stiro il braccio destro finchè non trovo il pomello, lo faccio scattare in avanti....si abbassa il finestrino.
Cavolo. Scopro che dovrei cambiare le marce con la mano sinistra: quella mano che anni di evoluzione avevano stabilito servisse soltanto a ciondolare fuori dal finestrino!
Incomincio ad intuire dove stia la perfidia degli albionici.
Comunque questa Ford fiesta blue del 2001 mi piace. La prendo. Si chiamerà E.L.I.S.A.


Il primo giorno uin cui vado in macchina al lavoro sono abbastanza garrulo.
Finchè non giungo alla prima rotonda (rotatoria), che qui si chiama "roundabout" ovvero gira intorno a qualcosa.
Il fatto che il termine sia generico ti fa capire che ci troviamo davanti a un luogo, o meglio un non-luogo magico (per chi non lo sapesse, Stonehenge era la prima rotatoria con corsie di preselezione della storia umana...altro che alieni).
Giungo alla rotatoria, metto la freccia a destra e giro a sinistra (perchè nelle rotatorie inglesi le leggi della fisica e della razionalità non si applicano). Avanzo, giro intorno, ma non trovo l'uscita giusta, o almeno, so che è qui da qualche parte, ma leggendo le scritte il inglese e gallese, più quelle 3-400 indicazioni che costituiscono la segnaletica orizzontale, mi trovo a girare in tondo più volte.
Al terzo giro inizio a riflettere sul significato della vita. Prendo l'uscita da cui vanno fuori meno macchine (sindrome da scout alla ricerca di strade non battute)....ovviamente sbaglio, però all'uscita successiva trovo le indicazioni che cercavo e smetto di errare (nel senso di fare errori).
Visto che riesco a perdermi altre volte (su 6 rotatorie che incontro) e che alla fine della giornata ho fatto 3 volte la distanza che dovevo fare, decido di investire in un navigatore.
Entro in un negozio e ne compro uno.
Il tizio mi dice: "se hai qualunque problema col navigatore satellitare, portacelo domani e te lo cambieremo".
Lo guardo e gli confido che, se non funzionerà, col cavolo che riuscirò a ritrovare la strada per il negozio.
Lo saluto affettuosamente ben sapendo che sarà l'ultima volta che vedrò quel negozio in vita mia.


Il rapporto col navigatore non inizia bene.
Anzichè dirmi fai inversione a "U", mi fa fare un giro assurdo.
Dopo 10 minuti ripasso davanti al parcheggio da dove ero partito.
Simpaticamente dice: "fra 500 yards gira a sinistra". Ovviamente freno di botto e vado a mettere tutti i settaggi giusti: io non ho la minima idea di quanti metri corrispondano a una yarda.
Certe volte sarebbe così semplice comprendersi e invece si tengono in vita tradizioni che creano soltanto fraintendimenti.
Penso a quando stavo in Veneto. Il 50% delle persone parlava il dialetto come prima lingua. Leggo che ora vengono assecondati dalle politiche locali. Io spero soltanto che sappiano altrettanto bene le lingue straniere, altrimenti faranno davvero la fine degli indiani della riserva, causa incapacità di comunicare col mondo.
Penso a tutto ciò a colazione. Poi aggiungo alla tazzona un pò di latte dalla bottiglia di 4,54609 (pari a un gallone).
Non mi abituerò mai a queste misure. Poi decido di andare a nanna, percorro quei 20 piedi che mi separano dal letto che misura mezzo acro e cado in un sonno pesante (ben più di 100 libbre)....guidate con prudenza e buona notte.

Ancora non ho internet nella mia casetta (me lo attaccheranno presto). Voi pazientate ancora un pò.
Le foto della macchinina ELISA le metterò su presto, che al momento ce le ho su un altro computer.

postato da: Falloppio alle ore 12:32 | link | commenti (11)
categorie: lemuele gulliver
sabato, 29 agosto 2009

Lavorare stanca, lavorare scanta.
Sono arrivato da 5 minuti nel mio nuovo posto di lavoro e mi hanno gia’ dato un pass ed una scrivania.
Mi guardo intorno quando ecco arrivare un omino.
Mi dice: “faccio il Voodoo” (o qualcosa del genere).
Dico di non avere con me una bambolina con le fattezze dei miei nemici naturali.
SI spiega meglio: mi dice che fa il VDU Visual Display Unit assessment e mi presenta una poltrona con le ruote e un sacco di manopole.
Mi dice di stare seduto composto con la schiena dritta (ma chi lo manda, mia madre?), mi insegna a regolare la sedia con le sue otto funzioni e ad aggiustare il monitor dei computer che mi hanno dato.
Mentre se ne va io continuo a giocare con la pompa che, nella sedia gonfia il cuscino.

Ore dopo mi hanno dato un sacco di cose da leggere, molti sono documenti riservati.
Mi piace l’idea che abbia accesso a documenti riservati.
Dietro la scrivania ho una di quelle macchinette che distruggono i fogli. In realta’ io non ho nessun dato sensible, ma mi sono sempre piaciute quelle macchinette (anche se meno dei temperamatite automatici).
Allora ogni 5 minuti vado e distruggo un qualche foglio, per il piacere di farlo.
Mentre lo faccio assumo un area molto compita e riservata, smettessi di canticchiare motivetti di film di spionaggio, aggiustandomi la giacca,  credo di potere essere anche credibile.
Qua parlano tutti un po’ segretamente e per sigle.

Per esempio mi sono ritrovato in calendario un NPD meeting.
Ora, io a Dresda i meeting del NPD me li ricordo: camicie cachi, tese rasate e slogan contro gli stranieri e ricordo una poliziotta mi diceva di evitare di passare vicino al corteo con la mia brava sciarpetta rossa.
Poi sono andato in Svizzera ed ho visto che i neo-nazi dell’ NPD aveva fatto scuola: almeno nei manifesti.
Chiedo lumi al mio capo, dice che NPD sta per “new Product Development” ovvero "sviluppo di nuovi prodotti",  poi devo andare a parlare coi ricercatori dell'universita', infine tra qualche ora devo andare a parlare in videoconferenza con l’America.
Voi le dovete dire niente? Io non ho mai parlato ad una nazione cosi' grande.

- Mi devo traferire nella casetta nuova (questa qua). Non so quando mi attiveranno la connessione internet.
Voi comportatevi bene, nel frattempo. Ok?

postato da: Falloppio alle ore 16:20 | link | commenti (14)
categorie: inclassificabile, peter pan
venerdì, 21 agosto 2009

Il matrimonio e’ il giorno piu’ bello di una vita: quella di tua madre.

Una volta, dopo una storia finita male con una ragazza volubile (e dico grandissima volubile perche’ sono un signore), non pensavo che si potessero piu’ fare piani a lungo termine con una persona.
Oggi non temo piu’ il matrimonio, inteso come unione a lungo termine per sbirillare progenie e invecchiare insieme.
Temo invece tanto il matrimonio, inteso proprio come giorno del matrimonio.

In Germania ho visto dei matrimoni molto belli: 2 postadolescenti si recavano in comune si dichiaravano rispetto sempiterno.
Poi con tutti e 13-14 gli invitati si andava in un ristorante con un ottimo vino rosso e un maiale allo spiedo a simbolo e suggello dell’amore eterno (che si sa che il maiale e’ come il rapporto di coppia: non si buttano via nemmeno le cose piu’ dure).

I mesi passati nella mia terra mi hanno fatto capire che l’aspetto conviviale li’ e’ visto in maniera diverso: il maiale va sostituito col pesce e gli invitati diventano 400 (con meno di 400 invitati il matrimonio puo’ essere dichiarato nullo dalla sacra rota). A queste feste tipiche della cultura siciliana (ma anche indiana, foto in alto, solo che gli indiani si vestono di rosso, ballano di piu’ e bevono meno) si invitano pure parenti mai visti e alcune madri si spingono ad assoldare dei figuranti per non fare brutta figura.

Ultimamente, si cerca di mettermi una certa pressione dall’alto....molto in alto.
Per esempio il fatto che San padre pio sia apparso in sogno alla mia ragazza chiedendole di convertirmi e sposarmi, m’e’ parso, invero, un colpo basso, dall’alto (dall’alto verso il basso).
La mia ragazza, inoltre, cerca da tempo di farmi capire che il tempo passa per tutti. Lo fa in maniera molto fantasiosa: per esempio, quando mi fece spegnere in fretta 31 candele accese su una torta gelato che si squagliava capii che  voleva comunicarmi che la vita umana e’ come quella torta, le candele aumentano mentre il gelato diminuisce.

Comunque, per dimostrare che il mio problema e’ piu’ con i 400 invitati (che da grevio anaffettivo non credo nemmeno di conoscere) piuttosto che con la vita di coppia, dico che sono pronto a compiere il gesto estremo:
se il matrimonio e’ avere fiducia nel partner, capacita’ di credere di potere costruire un progetto comune, convivenza nella buona e nella cattiva sorte, amore, cortesia e ampio parcheggio all’ingresso sono pronto a dimostrare la mia fiducia in cio’ che stiamo facendo.
Appena elimineremo i 2000 km che ci separano ti daro’ il pin della mia carta di credito.
Il resto, se ne parla appena finisco l’universita’.

Ps- Forse sul blog youtubedifalloppio ho postato il testo piu' bello che sia mai stato scritto: lo trovate qua.

postato da: Falloppio alle ore 00:52 | link | commenti (25)
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domenica, 09 agosto 2009

Diciamo la verita’ sudare fa bene ma non fare niente e’ molto meglio.
Ovvero otium et negotium (ma il negotium e’ chiuso per inventario).


C’e’ davvero tanto caldo e i pericoli si nascondono in ogni anfratto, a ogni pie’ sospinto vicolo stretto, vicolo corto ma sopratutto negli hotel di lusso del parco della Vittoria.
Per esempio c’e’ il pericolo che il mio atletico
fratello mi veda a non fare niente e mi proponga di andarmi ad allenare con lui.
Io, invece ho un sacco di cose da fare: girare i pollici, pettinare le bambole, guardare le nuvole, disegnarci sopra pensieri e coltivare la mia gioiosa solitudine che e’ cosi’ preziosa che non la vorrei condividerei mai con nessuno.
E’ un lavoro duro ma qualcuno lo deve pur fare....e nessuno lo sa fare come me.


Tutto intorno c’e’ gente che corre, suda, si allena ma io so che la carriera di molti atleti raggiunge l’apice, l’acne (o era l’acme?) attorno ai 30 anni, poi declina e giu' dall’apice cresce l’adipe.
Io che di anni ne ho 31 e finora, in carriera non ho mai vinto nemmeno una velina, so quando e’ il momento di smettere di sudare e coltivare la propria vita interiore (infatti dopo i 30 anni la vita si allarga).
L’ha confermato pure un amico mio, gran seduttore di donne che, viene un momento nella vita in cui uno deve smettere con l'esercizio fisico.

Ammetto che ho sofferto per lui quando ha detto che, da ex-seduttore voleva appendere il c*zzo al chiodo.

Mentre ponderavo tutto cio’ mio fratello mi ha sgamato e con ricatti morali mi ha costretto a seguirlo.
Ai 500 metri di allentamento, nonostante la calura, reggevo bene, al km avevo il fiato grosso.
Al 2ndo km ho provato a mascherare la mia insipienza muscolare chiedendo a mio fratello di fermarci per ammirare il volo di una farfalla e le bellezze della natura.

Ai 2,5 km ho iniziato la recita da soldato ferito nella no-man’s land: “lasciami qui e salvati, almeno tu, di alla mamma che le ho voluto bene...e che non credo di arrivare a cena, a meno che non ci siano delle lasagne...” cose cosi’.

Arriviamo in qualche modo al campo di calcio e incontriamo altra gente.
Credo di apparire in affanno perche’ in parecchi mi offrono un passaggio verso casa.
Mio fratello declina a nome mio spiegando che sarebbe contro l’onore della nostra famiglia e la mia autostima.
Vorrei spiegarli di non credere di essere provvisto di un anima, e quindi di dubitare di avere anche autostima e amor proprio. Incomincio a pensare di mentire e rivelargli di essere stato adottato per potere accettare un passaggio
in macchina senza disonorare la famiglia.
Alla fine, con la lingua lunga come quella di un husky in un g
iorno di scirocco, arrivo a casa.
Mio fratello dice: “ok, ora vuoi fare prima i defaticanti o gli esercizi di respirazione?”
Mi allontano in fretta e dicendo che voglio solo andarmi a fare una doccia e  amnagiare un gelato al limone con lo stecco di liquerizia.

Vi avviso che mi sono trasferito nella terra celtica del drago rosso (dove la gente e' davvero celtica (vedi qua)...altro che padani cazzari.

postato da: Falloppio alle ore 13:48 | link | commenti (16)
categorie: i dolori del giovane werme